Smart Working 2023: novità e trend

13 dicembre 2022

 

Cosa ci aspetta nell’anno nuovo?

 

Siamo quasi giunti al termine di quest’anno, un 2022 che ha visto lo Smart Working ancora protagonista nella maggior parte delle aziende, con un lieve calo negli ultimi mesi a seguito del rincaro di energia elettrica e dell’allentamento delle misure anti Covid.

Ora che l’anno sta giungendo al termine, ci chiediamo: a che punto siamo con lo Smart Working in Italia e in che direzione stiamo andando? Coniugare vita privata e lavoro è davvero possibile?

La modalità di lavoro agile rimane infatti, anche dopo lo stato di emergenza, un’incredibile opportunità per tantissimi.

Per oltre il 60% dei datori di lavoro, lo Smart Working è una soluzione che contribuisce ad aumentare la produttività, contenere i costi e garantire il benessere dei lavoratori. E oltre il 70% dei lavoratori gradisce questa modalità di lavoro per aumentare la qualità della propria vita privata e professionale. (Fonte: Dati di uno studio Inapp).

libertà di gestire il proprio lavoro senza limitazioni di spazio e orario ha comportato e comporta benefici sostanziali come:

  • Employee Engagement, ovvero la soddisfazione dei dipendenti che si legano positivamente all’azienda e al proprio lavoro, attirando talenti presso la propria azienda
  • Aumento della produttività e performance perché lavorare diventa più piacevole ed il rendimento viene misurato su obiettivi e non più su orari
  • Drastico miglioramento della qualità della vita e del rapporto vita-lavoro
  • Riduzione dell’inquinamento dovuto a minori spostamenti con mezzi di trasporto
  • Responsabilizzazione dei lavoratori con pianificazione del lavoro, degli obiettivi e delle procedure
  • Semplificazione del lavoro in trasferta, ad esempio per viaggi di lavoro, meeting, eventi e visite fuori porta

 

Lo Smart Working nel 2022

La situazione “agilità” di quest’anno, secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ha registrato un calo importante rispetto al periodo di emergenza, ma rimane ancora per oltre la metà degli Smart Worker potenziali una soluzione di successo. In particolare:

  • I lavoratori in Smart quest’anno sono stati 3,6 milioni, circa mezzo milione in meno del 2021.
  • Prima del Covid gli Smart Worker erano 600.000. Durante l’emergenza erano 5 milioni.

Secondo un recente studio del Randstad Employer Brand Research, il 66% (di oltre 6.500 lavoratori intervistati) considera il work-life balance come fattore prioritario per la scelta dell’impresa per cui lavorare.

Lo Smart Working quindi rimane una fonte imprescindibile per la soddisfazione dei propri lavoratori e per la loro fidelizzazione nel tempo.

Smart Working infatti non significa solo “home-working” ma anche la fludità e la libertà di lavorare fra l’headquarter aziendale, le sedi satellite, in trasferta o semplicemente la possibilità di cambiare postazione di lavoro all’interno della sede aziendale. In quest’ultimo caso si parla più comunemente di Smart Office, uffici innovativi che consentono ad ogni utente di accedere alle proprie risorse da qualunque posizione e device, dalla propria scrivania fissa, alle sale riunioni, aree relax, ecc.

Una rivoluzione che sta avvenendo ormai in tutti gli uffici in cui si lavora in modalità ibrida (un po’ in ufficio e un po’ in smart).

 

Smart Working: trend e novità amministrative

Fino al 31 dicembre 2022 è stata prorogata la scadenza della procedura semplificata per effettuare le comunicazioni di lavoro agile, anche in assenza degli accordi individuali.

In sostanza, i datori di lavoro possono – entro la fine di quest’anno – comunicare al Ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori che presteranno il proprio lavoro in modalità agile, anche in assenza di accordi individuali con gli stessi.

Inoltre, dal 15 dicembre verrà resa disponibile dal Ministero, per adempiere alla scadenza più facilmente, una modalità di inoltro massivo delle comunicazioni di lavoro agile, tramite questo sito: https://servizi.lavoro.gov.it.

Dal 2023, quindi, salvo ulteriori proroghe, sarà necessario sottoscrivere con i dipendenti l’accordo individuale per lo Smart Working, tornando ad un regime ordinario pre-covid, senza facilitazioni emergenziali.

Prossimamente potrebbe aprirsi un ulteriore spiraglio con una proroga anche nei primi mesi dell’anno nuovo. Al momento però le direttive sono quelle sopra descritte. Fanno eccezione alla scadenza i genitori con figli under 14 e altre categorie, come ad esempio i lavoratori fragili.

 

Smart Working per la Pubblica Amministrazione

Per i lavoratori del settore pubblico quest’anno si è vista, invece, un’inversione di tendenza.

Buona parte dei dipendenti pubblici non possono più usufruire del lavoro agile a differenza dei lavoratori del settore privato. Fanno eccezione, anche in questo caso, alcune categorie come i genitori di under 14 e le persone fragili.

A gennaio potrebbero arrivare novità promettenti anche in questo settore che potrebbe riaprirsi, almeno parzialmente, ai benefici del lavoro agile. Il trend del 2023, infatti, pare dovrà vedere un accrescimento dello Smart Working anche per questo settore (con una crescita prevista del 20%. Fonte: Agenda Digitale) in modo da rimanere competitivo come il settore privato.

 

Smart Working: trend e novità tecnologiche

Dal punto di vista tecnologico abbiamo imparato tanto in quasi 3 anni di ricorso “obbligato” allo Smart Working.

L’uscita dalla situazione di emergenza ha permesso alle aziende di valutare la flessibilità con un occhio più rilassato e attento alla sicurezza informatica e alla strategia aziendale, alle modalità di erogazione e alla tutela dei lavoratori.

La diffusione repentina del lavoro agile ad inizio 2020, infatti, è stata nella maggioranza dei casi molto improvvisata sotto tutti i punti di vista. Mancavano i dispositivi utente, gli accordi legali con i lavoratori, l’organizzazione di responsabilità e obiettivi lavorativi, le tecnologie di collaborazione e virtualizzazione e tanti elementi fondamentali per la cybersecurity anche da remoto.

Ad oggi si parla di nuove frontiere della tecnologia, ovvero di Smart Collaboration e Phygital Workspace, un nuovo approccio al lavoro e alla collaborazione professionale dentro e fuori dalle mura aziendali, sia in termini di spazio che di tecnologie.

Ciò può avvenire grazie alle nuove tecnologie per UCC – Unified Communication & Collaboration.

Alcuni di questi strumenti essenziali sono:

 

Le parole d’ordine per lo Smart Working 2023 saranno Dinamicità, Flessibilità e Phygital (dall’unione di physical e digital) per creare un ecosistema fluido, personalizzabile e funzionale.

Si riconferma quindi un anno all’insegna dell’innovazione e dell’Hybrid Working con una potenziale e significativa apertura nel settore AI (Artificial Intelligence) e Machine Learning per creare realtà immersive 3D e automazione dei processi.

Si stima, infatti, che il mercato dell’Artificial Intelligence possa svilupparsi di 190 miliardi di dollari entro il 2025 e che migliorarà lo Smart Working, creando un ambiente di lavoro potenziato.

 

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Smart Working 2023: novità e trend

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